Quella che segue è la confessione di un giovane ex-escort londinese - pubblicata su "Weekend",il magazine del quotidiano The Guardian del 4 Agosto 2007.
C’è una leggenda metropolitana secondo la quale sia gli spacciatori che gli escorts posseggono due telefoni cellulari.
Un escort odia e ama questo secondo cellulare nella stessa identica misura: uno squillo potrebbe essere “nuova moneta in arrivo” ma subito dopo ti rendi conto di ciò che significa ”realmente” per te.
Un appuntamento cancellato all’ultimo minuto ed il continuo sparare bugie e scuse ai propri amici e parenti sono, entrambe, due cose che non sono mai riuscito a conciliare con me stesso.
Non sono quello che la “gente comune” si aspetterebbe: ho una laurea, una fantastica famiglia alle mie spalle ed un lavoro nel mondo creativo molto stimolante ma poco remunerativo.
Nessuna scusa, per carità, ma è questa la maniera attraverso cui giustificavo le mie avventure notturne.
E’ stato proprio attraverso la mia professione che sono entrato in contatto con un escort.
La cosa era alquanto intrigante e mi sembrava sopprattutto piena di soddisfazioni economiche.
Il tipo che conobbi lavorava per una delle più famose agenzie di escorts londinesi in grado di soddisfare le esigenze di alcuni tra i più ricchi professionisti..
Nel giro di un mese ero già sulla lista di quell’agenzia.
All’inizio negavo a me stesso di essere gay e consideravo il tutto come un semplice modo per fare soldi.
Il mio primo appuntamento arrivò dopo una settimana. L’agenzia mi diede le precise coordinate del luogo in cui incontrare il mio primo cliente. Avevo sperato che mi dicessero di recarmi, in un ristorante, in un bar, in un luogo pubblico che mi desse la possibilità di tirarmi indietro all’ultimo momento. Invece no. Mi diedero l’indirizzo preciso della casa di questo facoltoso professionista.
Mi ricordo che arrivai sotto casa sua prestissimo. Avevo l’ansia a mille e mi chiedevo in continuazione cosa stessi facendo. Camminavo su e giù…aspettai per più di mezz’ora prima che la curiosità mi desse la forza di pigiare quel campanello.
La mia vita ben presto divenne un insieme di appuntamenti debitamente annotati sulla mia agenda.
Era veramente assurdo pensare che mentre i miei colleghi erano in un qualsiasi pub per il loro drink post ufficio , io ero in un qualsiasi fottutissimo appartamento di fronte ad un uomo che mi chiedeva di sfilare con un paio di Speedos, sorridendogli.

All’inizio, il tutto mi dava un brivido di piacere ma ben presto l’eccitazione finì.
Fare l’escort non è semplicemente un “mestiere” come molti potrebbero pensare. E’ più che altro uno stile di vita che ti mette di fronte ai tuoi limiti, chiedendoti continui cambiamenti.
Ben presto mi trovai in alcune camere da letto insieme ad altri quattro-cinque escorts…
Ma quando un’orgia diviene qualcosa di quotidiano, beh, è allora che capisci di essere finito in una specie di melma.
Il sesso era sempre qualcosa di vuoto. Per un battone non esiste più l’intimità né tanto meno l’amore.
Tutto si riduce ad una semplice transazione.
Non ti rimane più nulla: c’è solo un compratore ed un venditore.
La mia parcella era decisa a priori dall’agenzia e sebbene nell’apparenza il mio ruolo sarebbe dovuto essere quello di accompagnatore, nella cruda realtà ero pagato sulla base della mia accondiscendenza.
L’unico momento in cui mi sentivo forte era quando il cliente era
particolarmente nervoso oppure sembrava particolarmente preso dalla mia persona.
Non ero lusingato ma mi sentivo molto più sotto controllo.
In genere i miei clienti erano persone facoltose tra i 40 ed i 50 anni in grado di comprarsi ogni cosa…anche un ragazzo.
Una volta un cliente mi disse chiaramente che per lui un escort era semplicemente qualcosa di volgare e sporco.
I clienti regolari erano quelli che mi davano maggiore tranquillità in quanto sapevo benissimo cosa cercavano.
Con i nuovi clienti era tutto più difficile. Ogni nuovo contatto mi metteva addosso un’ansia indicibile mista a curiosità e paura.
Avevo un sacco di colleghi che avevano partners fissi con cui si scambiavano i clienti ma io per tutto il periodo che ho vissuto come escort non ho mai voluto avere un ragazzo. Il tradimento non ha mai fatto parte della mia mentalità.
Nella seconda metà dell’ultimo anno da escort, ho guadagnato circa 20000 sterline, senza contare regali vari offertimi dai miei clienti.
Nonostante ciò, ad un certo punto, ho cominciato a capire che la mia dignità e la mia morale erano cose molto più importanti dei soldi che andavo accumulando.
Ma oggi, nella mia vita, c’è qualcosa che continua ancora a turbarmi, nonostante tutte le tattiche messe a disposizione per far finta di nulla: ho venduto me stesso per sesso e questo rimarrà come una traccia indelebile…per il resto della mia vita.
